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Company Rete SPAC: Chi è

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Quaderno degli appunti e delle considerazioni di congiunzione - Agg. 05/06/2016 Non sarà il caso che anziché mettere la faccia ci mettano altro, come coraggio, determinazione, intelligenza -

FASE 1 – Progetto Esecutivo e Attuazione

Il Quaderno

Cosa intendiamo per quaderno. Un insieme di pagine su ciascuna delle quali un soggetto o insieme di soggetti svolgono un tema su un particolare aspetto del progetto Pro Capitanata o della RETE territoriale Sistema Produttivo Agricolo Capitanata. Tutti quelli che leggono la pagina inserita sulla piattaforma tecnologica www.procapitanata.it, possono inserire commenti, dette considerazioni di congiunzioni.

A conclusione si estrarrà il documento del fare, azioni o proposte. La pagina che abbiamo aperto è quella relativa alla FASE 1 e prende avvio dall'articolo di Geppe Inserra: “Altro che patto. Ci hanno fatto il pacco. “. A questo articolo ha fatto seguito l'articolo di Eustacchio Antonucci; “MASTERPLAN PER IL SUD - La Capitanata ha la necessità di svegliarsi”.

Due articoli significativi, il primo è una denuncia forte dell'isolamento che lo Spazio Capitanata subisce rispetto agli altri sistemi territoriali, come la città metropolitana di Bari e l'area del Salento; il secondo è una sorta di stimolazione rivolto a tutti affinché si convincano sempre di più sulla necessità che la Capitanata si affacci fuori dei propri confini, partecipando alle più importanti vetrine nazionali ed internazionali, e conquistare una adeguata posizione di Rete.

La pubblicazione di questa pagina su facebook ha sollevato alcune legittime perplessità per cui si è resa necessaria una doverosa precisazione, in appresso riportata. Sono pervenute alcune prime “considerazioni di congiunzioni”.

L'avvio di questa delicata e importante fase del progetto Pro Capitanata e della RETE territoriale Sistema Produttivo Agricolo Capitanata, in sintesi gli obiettivi strategici il primo e la strategia la seconda, presuppone dopo l'avvio di una discussione alcune precisazioni doverose al fine di fugare dubbi e perplessità.

Il progetto fonda la sua essenza nel recupero e riqualificazione del potenziale energetico dello Spazio Capitanata che si dissipa in modo infruttuoso e dannoso per la insipienza del Sistema Sociale. Una stima approssimata ma molto vicina alla realtà da un valore di questo potenziale che va abbondantemente oltre il 50% e, comunque, è pari alla percentuale del degrado complessivo dello Spazio Capitanata.

Per una operazione grande e delicata di recupero e di riqualificazione, assai complessa perché coinvolge l'intero Spazio Capitanata, non si poteva e non si può pensare ad una strategia “politica minimale” ma ad una strategia “POLITICA GLOBALE” tout court.

E' chiaro che questa “POLITICA GLOBALE” ha bisogno di una strategia per attuarla. Da qui RETE territoriale Sistema Produttivo Agricolo Capitanata. In questo Sistema il termine Agricolo non è esclusivo ma assolutamente inclusivo in quanto l'agricoltura, che è il processo produttivo fondamentale dello Spazio Capitanata e non solo, è la culla dell'intero processo evolutivo e industriale globale.

La strategia scelta per questa grande operazione di recupero e di riqualificazione poggia il suo fondamento “sulla paradossale relazione che intercorre fra empatia ed entropia”, come sostiene Jeremy Rifkin nel suo libro “La corsa verso la coscienza globale nel mondo in crisi”.

“Oggi ci troviamo di fronte alla catastrofica prospettiva di raggiungere finalmente uno stato di empatia globale in un mondo interconnesso, ad alta intensità di energia, mentre il sempre più oneroso conto entropico minaccia di provocare un cataclisma climatico e mette in discussione la nostra stessa sopravvivenza. La risoluzione del paradosso empatia – entropia sarà molto probabilmente il banco di prova definitivo della capacità della specie umana di sopravvivere e prosperare in futuro sulla terra. Ma, per riuscire a vincere la sfida, sarà necessario un radicale ripensamento dei nostri modelli economici, filosofici e sociali”.

In un Sistema Sociale come quello della Capitanata, dove è radicata in modo più esasperato rispetto al resto della Puglia e dell'intero SUD l'egoismo, l'egocentrismo e l'arte dell'arrangiarsi, tipico della cultura contadina è stato ed è difficile propagandare uno stravolgimento di questo modo di “pensare e operare”. Ed è molto emblematico e particolare che quanti pensano di mantenere questo modello cercando di emulare i grandi modelli delle multinazionali, in questo Spazio Capitanata, lo fa o pensa di farlo con forme arcaiche.

La strategia individuata e pensata, allora, poggia il suo fondamento sulla messa appunto di un sistema basato sulla prima e seconda legge della termodinamica applicate tout court al potenziale energetico globale che si dissipa nello Spazio Capitanata senza alterare gli attuali equilibri. In questo ci ha aiutato il pensiero di Albert Einstein:”una teoria (strategia) è tanto più impressionante quanto più semplice sono le sue premesse, quanto più diverse sono le cose che mette in relazione e quanto più esteso il suo campo di applicazione”.

Il progetto Pro Capitanata e RETE territoriale Sistema Produttivo Agricolo Capitanata, a cui abbiamo lavorato e stiamo tuttora lavorando, ha come scopo una grande operazione di trasformazione della energia potenziale (recupero) che si dissipa per la indifferenza generale in energia cinetica (riqualificazione) contenendo al massimo l'entropia e senza alterare l'equilibrio esistente ancorché precario.

Michele Lauriola & Eustacchio Antonucci

Considerazioni di congiunzione

Per sintesi il primo quadro delle considerazioni di congiunzione evidenziano da parte:

di Ninì Russo ... sulla chiosa del "pacco" mi domando, come mai veniamo sempre a trovarci nella condizione degli esclusi e non in quella degli appartenenti? L’escluso è sempre colui che aspetta, mentre l'appartenente si appresta. Diciamolo chiaramente, noi non ci apprestiamo, non per una naturale indolenza ma per scelta. La nostra classe dirigente, concepisce la sua posizione dominante come il miglior osservatorio per cogliere tutte le occasioni per sé, famiglie e sodali, mai una vittoria della collettività sugli interessi dei privati. Quello che passa il convento a loro va comunque bene. Vige tra loro una concertazione che fa estranea qualsiasi iniziativa al di fuori della cerchia. Significativa la risposta che vi è stata data. Come se ne esce, non lo so. Credo che ci vorranno generazioni …

di Eustacchio Antonucci Sono stato adottato da FOGGIA e me vanto amandola, ma riconosco nel carattere foggiano una negatività che non ho mai compreso ed accettato. Quando scoppia una polemica alternativa sul "fare", alla fine si conclude che è meglio "non fare", atteggiamento che accontenta tutti. Non per prevalere "facendo", come in tante realtà avviene quasi naturalmente, ma per "sopravvivere "non facendo". Questa condizione e' generale e "politica" in particolare. Anche per questo a Foggia non cresce una Dirigenza politica, capace di affermarsi oltre confine provinciale.

Franco Cuttano ·

Il "Progetto MOLDAUNIA" è la nostra salvezza perché solo chi ha pari densità di popolazione può rispettarci. Noi Dauni con un territorio enorme e una densità di appena 90 per Kmq contro circa 300 dei Peucezi e i 270 dei Messapi possiamo solo penare ed essere vittime di Bari e Lecce anche se riuscissimo a mandare alla Regione buoni ed onesti nostri politici perché potranno solo denunciare ma MAI decidere.

di Paolo Amorico Il "progetto" Moldaunia - da osservare che ho virgolettato solo il termine progetto - è solo la dimostrazione che quanto precedentemente asserito dal sempre attento Ninì, viene ignorato e, proprio nel caso del "progetto", assume significati ancora più pertinenti. La classe politica di Capitanata non muterebbe la propria posizione di dominio del proprio orticello con l'annessione al Molise che, tra l'altro, non ha mai espresso positivamente la fusione con la Daunia. Più che di queste risibili soluzioni, mi occuperei di rigenerare la mentalità di un pensiero unico e assolutamente esclusivo a livello planetario, rappresentato dalla pochezza operativa e superficiale di chi opera in quest'area attivandosi per personali interessi. Infatti, appena giunto a Foggia, partecipai ad una delle prime riunioni sulla Moldaunia e già il problema verteva sulle poltrone da occupare nella futura pseudo regione. Per quanto poco si è in procinto di ottenere dai fondi destinati dal Governo alla Puglia, occorrerebbe una sommossa non rivolta a Bari, ma ai politici locali che a Bari siedono e che Emiliano, per convenienze personali, continuano a portare in processione quando si reca da queste parti. Per il resto, credo che occorreranno almeno 50 anni per il mutamento genetico del Dauno pensiero, nella speranza di una non contaminazione delle attuali nuove generazioni.

di Dino Marino Ma quale Moldaunia, ha ragione Paolo, mentre c'è una discussione reale x arrivare alle macro regioni, noi in controtendenza parliamo di costituire una Regione più piccola, il problema è che non c'è una visione di sviluppo sistemico della Puglia Nord, manca alla politica che ci rappresenta a Bari, ma manca anche a noi. Il progetto Pro Capitanata, può diventare il volano dello sviluppo dei nostri territori, a condizione che i gruppi dirigenti, non solo la politica, si mettono intorno ad un tavolo e disegnano gli scenari di un possibile sviluppo a cui vincolare tutti, anche i nostri rappresentanti pugliesi...

di Enzo Dota Non c'è visione e non c'è mai stata soprattutto in "Capitanata" (nome poco evocativo)! Non c'è attenzione a ciò che vuole l'azienda e soprattutto la politica (per me antipolitica) e staccata anni luce dalla realtà! Se poi mettiamo l'incompetenza ... Il gioco è fatto è il risultato è sotto gli occhi di tutti!!!!

di Paolo Amorico Capitanata, non "da amare" o "da mare", ma Capitanata da selfie. Quelli dei politicucci locali avanzati nelle posizioni regionali, quanto altri ancora che hanno ricevuto incarichi "premio lava faccia" perché piazzati demagogicamente e furbamente a capolisti per il tour elettorale.
Ma sono cose risapute e ormai la nausea mi ha pervaso, occorrono tavoli seri, responsabili e qualificati. Servono progetti veri e interferenze di figure di rilievo anche nazionale. La fobia del baricentrismo resta solo nelle menti piccole.

Alfre de Martino La "Fobia del baricentrismo"? La "Realtà" direi....!

Gianni Buccarella Of course

Roberto Paolucci "La fobia del baricentrismo resta solo nelle menti piccole."

Giuseppe Gramazio

Esiste dall'unità d"italia

Paolo Amorico Esiste l'Europa oltre l'Italia. E il resto del mondo fuori dagli orticelli.

Giuseppe Gramazio

C'è tutto un mondo dentro l'orticello

Paolo Amorico Appunto. Limiti.

Giuseppe Gramazio Infatti l,Europa rappresenta una piccola parte della terra,una infinitesima parte dell'universo. Chi ha occhi per vedere può viaggiare e scoprire il mondo dal proprio orticello.

di Michele Lauriola Roberto Paolucci, infatti, in una realtà globalizzata serve avere una visione aperta e non chiusa. I modelli territoriali che funzionano vanno presi ad esempio e se possibile vanno superati per le innovazioni. Questa idea di Sistema Capitanata va integrata senza che faccia perdere la identità e la centralità di cui parliamo nel progetto Pro Capitanata. Serve che il Sistema Sociale si convinca che servono Un Sistema Politico e un Sistema Produttivo forti eliminando prima al suo interno i bug che la pervadono.

Michele Notarangelo Michele, in un'altro dei tuoi post ho letto che sarebbe nato un nuovo Sistema che si chiama "Sistema Gargano". Se non sbaglio, qualche giorno fa, alla presenza dell'assessore Capone e nato un'altro Sistema (non ricordo bene come si chiama) di cui fanno parte i sindaci del Gargano, che si dovrebbe occupare di turismo...o non ho capito bene cosa.... Successivamente, ho letto che dall'altra parte della Capitanata, qualche sindaco dei Monti Dauni ha detto "Anche noi vogliamo questo..." Siamo alla vigilia di un referendum importante che ci vedrà impegnati , non ti pare che nel mentre si discute di sviluppo, di pacchi, paccotti e contropaccotti, alcune eccellenze locali spendono ancora il loro tempo a fare sistema creando "Sistemi" inutili che creano solo danni alla P.A.? O per meglio dirla in parole povere, a questo punto non ci conviene dire "W la riforma Costituzionale" che ci porterà all'abbattimento dei costi della politica, l'accorpamento reale dei comuni, la riduzione delle competenze delle Regioni? Personalmente sono stufo, ma i dettagli di questo è meglio che non li elenco...

di Ninì Russo Viene prima l'uovo o la gallina ...Sinceramente credo che manchi la gallina e con essa l'uovo. Manca il senso civico, la voglia di appartenenza ad una Comunità, ad una Regione, ad uno Stato, all'Europa al Mondo. Ci hanno intristiti e ci siamo intristiti. Tutti alla ricerca di un buco in cui infilarsi. Tornando all'uovo, ai progetti, alla rete, credo che vengano dopo, dopo esserci ritrovati. Mettere insieme l'esistente è come mettere insieme dei malati in una corsia d'ospedale. Spetta ora alla cultura, alle varie intellettualità offrire esperienze vive , contributi a una ricerca di quella ragione umana che forma un tutto più universale, capace di farci trovare il senso di un comune sentire. Non, quindi, il chiacchiericcio dell'agorà, ma la tensione dell'agone.

di Michele Angelicchio ...Caro Michele, l'analisi è totalmente condivisibile. Qualche giorno fa ho scritto del ruolo della Fiera Internazionale di Foggia, poco o per nulla valorizzata, si aggiunga il ruolo amplificatore del Gargano quale principale polo turistico della Puglia e, infine, la deplorevole questione dell'Aeroporto Gino Lisa, e le sue immense potenzialità, che potrebbe esercitare sulla grande area del Sannio. Ma dove la cerchiamo la NOSTRA poitica...

di Lino Tarateta Alcune considerazioni mi sono piaciute, ma secondo me c'è bisogna di urgenze. Le famiglie , tra cui la mia, stanno precipitando, sommerse da tasse e spese ( bollette) insostenibili senza entrate alternative, e senza la speranza di un lavoro onesto per i giovani. I partiti sono spariti sostituiti da movimenti fortemente personalizzati da nuovi padroni che rispondono solo a logiche globalizzanti. Il cambiamento deve partire dal basso con piccole organizzazioni locali che invertono le mentalità e cercano di rispondere ai bisogni locali con le proprie risorse. Ma occorre che tutti si rendono conto della effettiva realtà e che non si può vivere alle spalle degli atri. Il sistema elettorale delle P.A. non funziona, essendo non libero, succube della delinquenza organizzata, in poche parole uno stato insostenibile, e chi ha accumulato dei forti privilegi politici deve rendersi conto che sta assassinando il prossimo.

Giuseppe Trombetta Vedo che nella discussione ci sono dei politici, che magari indicano anche delle soluzioni. Possibile che nessuno si chieda se ha qualche colpa se siamo arrivati a tanto?

di Paolo Amorico Non siamo arrivati da nessuna parte, il vero problema è questo. Il singolo politico non può nulla e non potrà nulla finché una coscienza popolare non avulsa alla demagogia e dietrologia del "tanto non cambierà mai nulla e a me sta bene così" - principio a cui tutto il mondo politico per decenni ha voluto e saputo educare il meridione tutto -continuerà ad essere protagonista.
Ne è esempio l'inutile, tormentato e dispendioso sforzo di chi, per non cambiare nulla, vorrebbe cambiare Regione, come se il Molise, ad esempio, fosse la Svizzera. Altro esempio è la condotta quasi omertosa di chi intende celarsi dietro pseudo sette per cercare di cambiare dal "basso" l'andamento in caduta della società meridionale. Peggio quanti dietro pagine come "Terroni di Pino Aprile" fomentano discriminazioni aumentando le distanze tra Nord e Sud. Tutto troppo comodo, signori. No, occorre levarsi da dietro alle tastiere, incontrarsi, stabilire un programma essenziale e concreto, poi prendere la valigetta e procedere annettendo una folla, la folla, di gente che come Lino Tarateta - che ho letto su - osserva il declino quasi inarrestabile di se e della proprio circondario di affetti. Ora, se questo gruppo, questa discussione vuole condurci all'istituzione di un movimento politico che sappia cogliere le soluzioni di tutte, o quasi, le anomalie imperversanti nei vari livelli istituzionali, contate su di me da subito. Incontriamoci, dettiamoci i contenuti senza fossilizzarci, omogeneizziamo le voci ed i pensieri, perché il tempo è prezioso per tutti ed è limitato.

Giuseppe Trombetta Non sono d'accordo. Il singolo politico è eletto perché il partito lo vuole. Né lo stesso può non sapere se sarà solo uno strumento nelle mani del partito, oppure avrà un margine di decisionalità durante il suo mandato. Nel primo caso coglie soltanto l'occasione per fare gli interessi propri e degli amici, ingannando la stragrande maggioranza degli elettori che gli hanno affidato un compito: quello che egli stesso ha delineato durante la propaganda elettorale e di cui ha preso preciso impegno. Nel secondo caso, deve assumersi la colpa di non saper far scendere a patti e compromessi i suoi amici di maggioranza, magari anche ricattandoli. Un po' come sta facendo Renzi che, avrà dei limiti, ma riesce a mettere con le spalle al muro i suoi stessi amici di partito.

Paolo Amorico Il singolo politico sarà pure eletto perché presentato dal partito, ma intanto deve ottenere i voti e quindi va considerata la carica e il peso che ha in termini decisionali. Politico è anche un consigliere comunale che ha intascato 400 voti.

Giuseppe Trombetta Non riesco a pensare (altrimenti è meglio un regime conclamato) a un uomo politico (a tutti i livelli) che non sia libero. Usi allora il margine di libertà che ha e proponga idee serie e oneste. Potrà almeno dire di averci provato. Per dirla tutta, se la Capitanata deve ancora svegliarsi è perché la politica foggiana ha consentito a quella barese di monopolizzare tutto o quasi.

Paolo Amorico Libertà, capacità e attivismo non sempre sono aspetti collegati. Come Bersani, ad esempio, potrebbe avere la possibilità di fermare lo stesso Renzi in tutte le circostanze in cui non ne approva metodi e obiettivi? Tuttavia non credo che si possano affrontare ragionamenti simili su fb e mi tratterrei sul tema del post.

di Stevie MacKenzie Paolo Amorico ha ragione! Inutile unirsi al Molise, nostro vicino di casa, e continuare ad essere vittime di un pensiero sedimentato per anni sul baricentrismo e ora anche sul leccecentrismo o sulla politica debole della Capitanata! Non metto in dubbio il fatto che sia vero o falso, dico solo che sapendo con cosa abbiamo a che fare dobbiamo comportarci di conseguenza e -come ho già scritto in un commento ad un post precedente dell'Ing Michele Lauriola- un incontro preliminare inter nos è utile per snocciolare i canoni da seguire e per iniziare a battere il pugni sul tavolo! Non abbiamo molto tempo, perciò rendiamo operativi gli obiettivi di Pro Capitanata. Grazie.

di Michele Lauriola Paolo Amorico quello che proponi mi pare arduo e velleitario. Sulla possibilità di incontrarci può anche essere ma bisogna pur tener conto delle difficoltà derivanti dalla necessità di conciliare tempo e luogo. Siamo in una fase in cui serve principalmente capire se vi sono partner informali e formali intenzionati a sostenere un gruppo di giovani talenti che devono elaborare il progetto esecutivo e dare avvio concreto all'attuazione dello stesso. È importante e urgente questa fase perché in altri contesti una esigua minoranza si stanno giocando risorse pubbliche per interessi che riguardano pochi e non tutti. Parliamo dei fondi del patto per il Sud e dei fondi del PSR. Meno opportunismo e più opportunità per il territorio. Serve dimostrare che non stiamo aspettando ma stiamo camminando.

Paolo Amorico Se trattasi di ricerca partner formali o informali per sistenere giovani talenti (???) E nel frattempo si concede spazio a chi sostiene assurdità come la Moldaunia nell'ambito di una riflessione di cui al tuo post, allora comincio a credere di non essere in grado ancora di comprendere il senso di tutto ciò. Per il resto, patto per il sud e psr, credo che occorra attendere e vrtificare su cosa di concreto possa essere orientato un programma con relativa progettazione.

di Giovanni Cera La rete dei poteri istituzionali riproduce se stessa e asseconda tutto. Non ho visto un solo commento di associazioni di categoria al servizio ormai subalterno del mondo politico e neanche degli industriali. Le province non ci sono più e le reti progettuali devono affrontare la visione dello sviluppo fuori da merito confini amministrativi. La capitanata non è una unica entità economica. Le nostre città non sviluppatori relazioni economiche tra loro. A Foggia non serve la pentapoli se non sarà più capoluogo territoriale. Vanno individuate le infrastrutture giuste e non sempre servono a tutti. Alla Puglia nord per esempio serve il collegamento per l'alta velocità sull'Adriatico e per Roma . Serve un collegamento veloce con un aeroporto internazionale che non sarà mai quello di Foggia. Ecc.

di Eustacchio Antonucci Non Pentapoli come penta-città , ma Pentapoli relazionale a scala territoriale sinergica.

Ninì Russo Lo spazio che occupiamo è sempre quello che non si vede. Ho la sensazione, che sia pur con nobili motivazioni, Pro Capitanata rivendichi uno spazio da occupare. Il bello è che, speranzoso, lo chiede a chi quegli spazi li ha già occupati, lasciando me e tanti altri nell'interrogativo del formale e dell'informale. Credo che bisogna farsi estranei a tutto ciò, incontrarci, come suggerisce Paolo Amorico, e vedere se può nascere qualcosa. Un qualcosa che non deve rimediare lacune, che non deve coprire deficienze progettuali o programmatiche, che non sia attratto dallo spendibile ora di possibili finanziamenti. Non sono mica io il guardiano di mio fratello, disse Caino a un Dio che voleva mangiar carne e non gradiva i frutti della terra.

Alfre de Martino Tra le altre, la Capitanata deve riprendere con forza il dialogo con i territori circostanti, Molise, Campania, Basilicata ed anche Abruzzo, così come fece un uomo di larghe vedute, il compianto Antonio Pellegrino. Saremo marginali in un ottica regionale, nn ci sono dubbi, ma a livello nazionale la posizione della Capitanata non ha eguali né in Puglia e nemmeno in un raggio di 200 km, ecco perché non dobbiamo volare basso ed accontentarci, possiamo elargire servizi, in special modo nel settore dei trasporti ad una ampissima fetta di territorio interregionale, creando con questo una quantità di opportunitá di lavoro. Non capisco come e perchè, anche in questo post, ci sia chi continua a dire che quì non serve un aeroporto o non serve questo o quest'altro, non ci sveglieremo mai, questo è il vero problema!

Giuseppe Trombetta A Foggia serve, serve, serve ... La Capitanata deve, deve, deve ... Migliaia di volte ho sentito dire queste cose. Non vi sembra l'ora di smetterla di dire e cominciare a fare?

Giuseppe Trombetta Avevo pubblicato un commento. Forse ha infastidito ed è stato eliminato.

Paolo Amorico Questo? "A Foggia serve, serve, serve ... La Capitanata deve, deve, deve ... Migliaia di volte ho sentito dire queste cose. Non vi sembra l'ora di smetterla di dire e cominciare a fare?"
Se è questo io lo leggo. Coglierei l'occasione di chiederle cosa comincerebbe a "fare" lei, se non chiedo troppo.

Giuseppe Trombetta Io possiedo solo l'arma del voto e spesso mi rendo conto di non saper votare nel senso che mai, o quasi mai, le persone in cui pongo la mia fiducia vengono elette. Da giovane ho fatto delle piccole esperienze in politica, che mi sono fin troppo bastate...Altro...

Paolo Amorico E quindi perché dovrebbe sembrare a noi l'ora di cominciare a fare?

Giuseppe Trombetta Mi sembra chiaro che il riferimento è a chi ha gestito o gestisce del potere.

Giuseppe Trombetta Nell'elenco degli intervenuti pare ce ne siano alcuni.

Stevie MacKenzie Come ho già detto, inutile e superfluo ed oltremodo pernicioso portare avanti una mentalità becera sedimentata per anni che si siede sul bari-lecce-centrismo o sull'unione con il Molise o sul commiserarsi! Sappiamo con chi e con cosa abbiamo a che fare, dobbiamo aggirare l'ostacolo! Sappiamo perciò che in Capitanata dobbiamo sempre combattere! E sia! Certamente Bari prima o poi dovrà fare i conti con la realtà di città-metropolitana, se non altro perché deve iniziare a porsi il problema di contenere il consumo di suolo. Vediamo il problema dall'altro lato: proprio la crisi sta portando alla riscoperta del territorio come strategia di competitività del sistema, che non si basa più sulla singola impresa, ma sulla capacità dei territori di promuovere l’eccellenza dei canoni che lo compongono. Se però questa capacità non viene riconosciuta rischiamo il collasso. Ecco Pro Capitanata! Persone con attitudini rappresentative, di concertazione, con competenze tecniche, per trasformare in lavoro gli asset del territorio, per garantire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Come svegliare la Capitanata? Le associazioni sono un ottimo vettore, secondo me, in quanto tramite gli eventi e gli incontri che organizzano arrivano a destinazione, cioè dritte al cittadino. Il tempo inizia ad essere tiranno, tracciata la retta direttrice bisogna seguirla. Da dove si parte? Proprio da dove è scritto nell'articolo: Masterplan di Capitanata! Se il governatore della regione non sente bene, giocheremo con il Monopoli: andremo direttamente dal Ministro o in Europa e senza passare dal via!! Grazie

Alfredo Ferrato Michele Lauriola qualcosa sa perché ci siamo incontrati un giorno e ne abbiamo discusso. Sono un lavoratore della Sangalli vetro Manfredonia, una delle pochissime realtà industriali che "erano" sopravvissute al contratto d'area. Ci siamo ritrovati a combattere contro una fottia di consulenti e avvocati che hanno tutelato solo i loro interessi (forse anche giustamente a loro vedere, irragiungibili per le nostre forze). Abbiamo cercato invano a coinvolgere i pezzi grossi dell'imprenditorialità della capitanata nella speranza che ci fosse qualcuno interessato a rilevare il sito produttivo per salvare 250 lavoratori diretti. Non si tratta esclusivamente del reddito delle famiglie da salvaguardare, ma delle esperienze lavorative e professionali maturate in 14 anni di lavoro. Bè perdonatemi se sarò molto critico, ma ho l'impressione che non esistano gruppi imprenditoriali (si forse uno) nei dintorni che abbiano a cuore l'economia del territorio. Non c'è stato uno solo di loro che abbia almeno chiesto informazioni sul business, quindi mi chiedo la capitanata potrà mai risollevarsi dal cumulo di macerie? non possiamo addossare alla politica e alle loro incapacità del disastro economico della capitanata se non siamo per prima noi a crederci. Avevamo anche paventato un nostro piccolo supporto finanziario per convincere gli imprenditori che noi ci credevamo, ma niente. Sono baggianate le mie? ben felice di dire... scusate mi sbagliavo, tutti si rintanano dietro la scusa della crisi. Se non avessimo buttato via 35 milioni per la delocalizzazione (costruzione di una fabbrica gemella in Friuli) della crisi non ce ne saremmo neanche accorti. Intanto un'altra realtà industriale sta sparendo, e resterà un'altra cattedrale nel deserto nell'attesa di un'altra reindustrializzazione, un'altra bonifica, un'altra speculazione finanziaria e intanto la gente continuerà ad allontanarsi dal proprio paese.

Mariarita Totaro Molto d'accordo con le parole di A. Einstein.!!

Partendo dalla proposta di Leccese Davide A , assolutamente ragionevole e condivisibile: “A tratti, o per necessità o per curiosità, mi faccio un giro per le zone non centrali della città, chiamiamole anche “periferie”. Vedo cantieri, alcuni attivi, altri in stand bye. Mi domando: Ma Foggia ha davvero tanto bisogno di cantieri per costruire tante nuove case con enorme consumo di suolo? Invece di costruire, costruire, perché non puntare a un piano organico di “recupero” e di “ristrutturazione” giacché Foggia sta assumendo l’aspetto urbanistico di una città disfatta e trascurata?”, si può pensare di utilizzare i fondi per la progettazione esecutiva, annunciati dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Promessi 500 ml di euro per il recupero delle periferie urbane.

Michele Lauriola La proposta più interessante che potrebbe venire fuori dallo Spazio Capitanata. Un laboratorio di pianificazione e di programmazione, mirato al recupero dell'intero Spazio Capitanata, una periferia territoriale complessiva dello Spazio Puglia. Questo è il senso della proposta del “” e sui cui stiamo lanciando la progettazione esecutiva e contemporanea attuazione. Una azione sistemica che potrebbe finalizzare al meglio il finanziamento promesso dal Presidente. Le nostre città, i nostri paesi non hanno periferie degradate hanno i centri storici degradati. Hanno periferie nuove anche se disorganiche perché frutto più che di esigenze reali di fabbisogno di altre valutazioni, varie non strettamente connesse con le dinamiche dello sviluppo e degli indici demografici. Sul laboratorio e sulle attività propedeutiche stiamo concentrando l'attenzione preliminare con Eustacchio Antonucci.

Michele Lauriola. Geppe Inserra ritorna sull'argomento pubblicando un altro articolo sull'argomento di lettere meridiane. Ho condiviso l'articolo sul mio diario per cercare di stimolare ancora una volta il dibattito sulla necessità che lo Spazio Capitanata si doti del progetto esecutivo, Pro Capitanata - gli obiettivi strategici, e faccia RETE territoriale Sistema Produttivo Agricolo Capitanata, la strategia per attuare in contemporanea il progetto esecutivo. La questione sollevata da Santigliano sulla Gazzetta del Mezzogiorno che dice che lo Spazio Capitanata ha subito il pacco nella distribuzione dei fondi pubblici destinati a questo Spazio, lo fa con i numeri, e che Michele Emiliano si è affrettato a smentire e in questo supportato dai politici locali, continuiamo a dire che il pacco ce lo siamo fatto e continuiamo a farcelo. Il lancio di una FASE 1 del progetto Pro Capitanata e della RETE territoriale Sistema Produttivo Agricolo Capitanata stenta a farsi strada. Nel mio diario posto numerosi argomenti al riguardo piuttosto importanti che riguardano lo sviluppo, l'economia, il degrado sociale, la sostenibilità, i bug che pervadono i Sistemi Sociale, Politico e Produttivo ma tutto viene offuscato dalle solite questioni come la rincorsa a conquistare il governo di una città, salvo scoprire qualche mese dopo l'assoluta incapacità di far funzionare il Sistema Amministrazione, a prescindere dalla coalizione. Qualcosa non va. Oggi molti politici dicono che ci mettono la faccia. Non sarà il caso che anziché mettere la faccia ci mettano altro, come coraggio, determinazione, intelligenza e che il voto premi chi si propone con questi requisiti.

Pro Capitanata e Rete SPAC - segnali sconcertanti - mettetevi da parte

Pro Capitanata sta cercando, da tempo ormai, di dare un contributo alla ripresa del territorio di Capitanata in crisi, soprattutto nella definizione di un "nuovo modello" di sviluppo territoriale unitario, capace di prefigurare un ambito vasto organico. Derivante da una moderna sinergia e coinvolgimento territoriale complessivo del tipo "l'unione fa la forza".

Su questo Pro Capitanata e Rete SPAC, che ne sostiene il progetto, ha offerto il proprio supporto in forma disinteressata, con l'intento di proporre un innesco di idee dinamiche stimolatrici, in grado di sviluppare un successivo processo di coinvolgimento collettivo, sempre più indirizzato ad una partecipazione territoriale globale.

Sembra che invece arrivano segnali sconcertanti del tipo "mettetevi da parte", in quanto i soggetti deputati allo sviluppo sono in effetti solo alcuni Parteniarati di categoria, che, senz'altro hanno titolo, ma che, senza il coinvolgimento diretto delle Istituzioni, non possono pervenire a soluzioni reali. Particolarmente necessarie ed urgenti oggi, nel momento in cui la Capitanata sembra essere sempre più marginalizzata. In ultimo ed ancora una volta, dalla prepotenza "baricentrista", che include la Capitanata "al minimo" delle aspettative derivanti dal Patto del Sud regionale.

Credo che Pro Capitanata, a questo punto, non possa fare altro che incrociare le mani e stare a guardare cosa veramente faranno i soggetti deputati per l'auspicato sviluppo territoriale organico di tipo diverso dal passato (disgregazione territoriale interna).

Sperando che non si verifichi, come sempre, la comoda prevalenza della solita pigrizia foggiana del tipo "è meglio non fare nulla piuttosto che fare". Ciascuno ritirandosi nella propria nicchia di benessere locale sempre più ristretto.

Eustacchiofranco Antonucci. Michele Lauriola 06-06-2016

RETE SPAC

La domanda” crea l’”offerta”, non viceversa. 

FoggiaToday


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🔴CANCELLATO VOLO PER MILANO

È terminata dopo cinque ore l'attesa di 34 passeggeri all'aeroporto Gino Lisa: "Un problema tecnico" il motivo ✈️


Pasquale Sticchi,

ti rispondo sulla piattaforma www.procapitanata.it perché quanto hai scritto “la domanda crea l’offerta, non viceversa”, mi sembra molto interessante e stimolante. Non sono un economista. Sono un ingegnere.
La relazione tra domanda e offerta è uno dei concetti fondamentali dell’economia, che esprime il meccanismo di formazione dei prezzi e delle quantità scambiate di un bene o di un servizio in un mercato.
In generale, si può dire che la domanda è la quantità di un bene o di un servizio che i consumatori sono disposti ad acquistare a un determinato prezzo, mentre l’offerta è la quantità di un bene o di un servizio che i produttori sono disposti a vendere a un determinato prezzo. La domanda e l’offerta dipendono da vari fattori, tra cui il reddito, le preferenze, i gusti, le aspettative, i costi di produzione, la tecnologia, la concorrenza, la regolazione, ecc.
La domanda e l’offerta si incontrano in un punto di equilibrio, dove il prezzo e la quantità scambiata sono tali che la quantità domandata è uguale alla quantità offerta. In questo punto, il mercato si dice in equilibrio, cioè non ci sono forze che spingono a cambiare il prezzo o la quantità.
Tuttavia, il mercato non è sempre in equilibrio, ma può subire delle variazioni, dovute a cambiamenti nella domanda o nell’offerta, che provocano degli spostamenti delle curve di domanda o di offerta. Questi spostamenti determinano dei nuovi punti di equilibrio, con nuovi prezzi e nuove quantità scambiate.
La domanda e l’offerta si influenzano reciprocamente, ma non sempre in modo simmetrico. A seconda delle caratteristiche del mercato, della natura del bene o del servizio, della elasticità della domanda o dell’offerta, ecc. può prevalere l’effetto della domanda sull’offerta o viceversa.
L’affermazione “è la domanda che crea l’offerta, non viceversa” si basa sull’ipotesi che la domanda sia il motore principale dell’economia, e che l’offerta si adegui alla domanda. Questa ipotesi è sostenuta dalla teoria keynesiana, che sostiene che la domanda aggregata, cioè la somma della domanda di consumo, di investimento, di spesa pubblica e di esportazioni nette, determina il livello di produzione, di reddito e di occupazione di un’economia. Secondo questa teoria, in presenza di una domanda insufficiente, l’economia può entrare in una situazione di recessione, con bassa produzione, basso reddito e alta disoccupazione. Per uscire da questa situazione, occorre stimolare la domanda, attraverso politiche fiscali e monetarie espansive, che aumentino la spesa pubblica, riducano le tasse, abbassino i tassi di interesse, ecc.
Tuttavia, l’affermazione “è la domanda che crea l’offerta, non viceversa” non è sempre vera, ma dipende dalle condizioni in cui si trova l’economia. In alcuni casi, può essere l’offerta a creare la domanda, e non viceversa. Questa possibilità è sostenuta dalla teoria della domanda indotta, che sostiene che l’offerta aggregata, cioè la somma della produzione potenziale di tutti i settori dell’economia, determina la domanda aggregata, attraverso il meccanismo del moltiplicatore. Secondo questa teoria, in presenza di una offerta insufficiente, l’economia può entrare in una situazione di inflazione, con alta produzione, alto reddito e alta pressione sui prezzi. Per uscire da questa situazione, occorre stimolare l’offerta, attraverso politiche di offerta, che aumentino la produttività, la competitività, l’innovazione, la qualità, ecc.
Nella regione delle Puglie, la Capitanata, pur sussistendo le condizioni favorevoli per far sì che ci sia la domanda, manca la capacità del sistema territorio nel suo insieme di allestire situazioni o condizioni per favorire la domanda. Un’inversione si potrebbe determinare se la realtà Company Rete SPAC, dopo anni di assestamento, di valutazioni, con l’esperienza acquisita, un parco progetti elaborati, riuscisse a concretizzarsi. Sarebbe un’autentica rivoluzione culturale.
Company Rete SPAC è una rete di imprese che opera nel settore agricolo e agro-energetico in Capitanata, che ha come mission di promuovere lo sviluppo economico, sociale e ambientale del territorio, attraverso la cooperazione tra imprese, la ricerca e l’innovazione, la qualità e la sicurezza dei prodotti, la diversificazione delle fonti energetiche, la tutela della biodiversità e del paesaggio.
Company Rete SPAC ha avviato diverse strategie e progetti, tra cui il progetto “Ecosistema Innovazione RETE SPAC”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, che ha permesso di creare una piattaforma digitale per la gestione integrata della rete, la condivisione di dati e informazioni, la formazione e l’aggiornamento delle imprese, la comunicazione e la promozione dei prodotti e dei servizi.
Company Rete SPAC ha ottenuto numerosi e significativi risultati e benefici, tra cui un aumento del fatturato, della redditività e della competitività delle imprese, un miglioramento della qualità e della sicurezza dei prodotti, un incremento della produzione e del consumo di energia da fonti rinnovabili, una riduzione dell’impatto ambientale, una valorizzazione della biodiversità e del paesaggio, una maggiore coesione sociale.
Company Rete SPAC potrebbe essere un esempio di come l’offerta possa creare la domanda, e non viceversa, in un contesto territoriale che presenta delle potenzialità ma anche delle criticità. Infatti, la rete di imprese potrebbe offrire al mercato dei prodotti e dei servizi innovativi e sostenibili, che rispondano alle esigenze e alle preferenze dei consumatori, che siano competitivi in termini di prezzo e di qualità, che generino valore aggiunto e occupazione, che contribuiscano al benessere collettivo. In questo modo, la rete di imprese potrebbe stimolare la domanda, sia interna che esterna, creando un circolo virtuoso tra domanda e offerta, che favorisca lo sviluppo economico, sociale e ambientale del territorio. Michele Lauriola

 



Il PRESENTE e FUTURO imminente per la Capitanata e per il suo capoluogo, Foggia:

Un progetto di PRR per la Capitanata e per il suo capoluogo, Foggia 

Transizione digitale e innovazione - Intelligenza collettiva 

        L'idrogeno verde

I motori disel possono funzionare a idrogeno.
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L'azienda Canadese che sta spingnedo su questa tecnologia.
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nuovo bando in arrivo per le imprese agricole
Guida alle Comunità Energetiche Rinnovabili
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Decreto ministeriale recante interventi per la realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, da finanziare nell'ambito del PNRR, Missione 2, componente 1, investimento 2.2 "Parco Agrisolare"

Sesto Rapporto sul cambiamento climatico e silenzio della Politica - Il Corriere Nazionale

Erasmo Venosi è con Maria Rosaria D'aniello e altri 30

 

 

Afferma uno dei redattori del documento AR6 WG “In area mediterranea la temperatura è già a 1,5°C, più alta della media globale e ,la regione diventerà più arida per meno precipitazioni e meno traspirazione del suolo ( ...) Le precipitazioni estreme invece aumenteranno e aumenterà il livello del mare”.

L’IPCC ha individuato 4 profili di rischi per l’area mediterranea : 1) aumento delle frequenze di ondate di calore; 2) diminuzione della produzione agricola; 3) risorse idriche scarse; 4) aumento delle inondazioni costiere, fluviali e pluviali. La CO2 derivante dai consumi energetici ha raggiunto il picco più alto di sempre: 36,8 miliardi di tonnellate. Nei sette anni che separano il 2022 dall’ Accordo di Parigi, la CO2 è sempre cresciuta, eccetto nell’anno del lockdown (2020, -5%) IEA) . Silenzio sulle politiche di riduzione delle emissioni anzi il Governo contratta con Bruxelles su carbone, petrolio e gas. Infine, il dato sui costi economici del mancato intervento : 15.000 miliardi di dollari ovvero quasi l'equivalente del PIL 2021 della zona euro. In Italia un sito di una verdura " il Porro" ospita le scempiaggini negazioniste di un chimico. La scienza non è democratica vero uno può prevalere su 1000 ma non quando su 31 pagine fa 116 affermazioni errate. Infine, secondo questo chimico in pensione molto caro alla stampa di destra , tutti i climatologi del mondo non conoscono la fisica dell'atmosfera.

Renantis avvia lo storage elettrico per stabilizzare i picchi di consumo

Renantis avvia lo storage elettrico per stabilizzare i picchi di consumo

di Raoul de Forcade

Non solo i grandi gruppi industriali si possono rendere artefici di innovazioni in collaborazione con Terna ma anche i piccoli, riuniti in rete, possono contribuire alla stabilità della frequenza della rete elettrica italiana. Ne prenda atto Terna.  

Il Sole 24 ORE

Produzione, trasformazione e commercializzazione con la logistica e l'intermodalità il PIL cresce e consolida l'economia delterritorio territorio. Ottima notizia ma stride con la realtà di una Provincia che si ritrova sempre nei bassi fondi delle classifiche per la qualità imprenditoriale, per la mancanza di prospettive per i giovani, per i territori che si riducono sempre più a dormitori per i residuali anziani. Perché?
Terry Soleventi, perché vuol dire, come ho sempre pensato, che qualche dato forse è alquanto erroneo??????

Il Sole 24 ORE

CAD FOGGIA CITTÀ
Gruppo di Pasquale Di Domenico

Michele Lauriola

Giancarlo Porcini come non farsi massacrare … creando macrosistemi produttivi in tutte le province e città metropolitane, intranet contratto, e poi realizzando la rete dei nodi provinciali / città metropolitane aggregati per regioni / macro aree. Il processo è in atto ed ora alcuni prototipi sono pronti per essere replicati in altre province. Serve anche il tuo contributo per portare a compimento questa rivoluzione culturale. Non abbiamo molto tempo a disposizione. Servono giovani volenterosi e capaci da integrare nei laboratori ecosistemi dell’innovazione distribuiti nei territori. A Foggia, RETE SPAC sta raggiungendo un accordo con uno dei più grossi centri d’Italia per la formazione dei giovani nelle tecnologie avanzate (APULIA DIGITAL MAKER) che sarà coordinata dal Prof. Nunzio Angiola del Dipartimento di Economia dell’Università di Foggia. È coinvolto il comitato tecnico scientifico della rete. Evolveremo dall’intelligenza artificiale alla Commons collaborativo per soppiantare l’economia di mercato che oramai fa acqua da tutte le parti e che genera gravi disastri in tutto il mondo.


Erasmo Venosi
Erasmo Venosi


 

 

 

Vito Reina ci stiamo provando in Provincia di Foggia con la Rete Sistema Produttivo Agricolo Capitanata. Gli sforzi profusi fino ad ora, purtroppo, trovano ostacoli rivenienti dai programmi che lo Stato e le Regioni stanno perseguendo con le multinazionali.

 

Il Sole 24 ORE

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