CONCEPT DI PROGETTO - #QuestioneItalia

UNIFICAZIONE ECONOMICA E SOCIALE, VERA QUESTIONE MERIDIONALE. ESSERE PROTAGONISTI. 
Matteo Renzi:<o sarà un governo per la crescita o non avrà i nostri voti>; Beppe Grillo, chiama in causa i giovani; Zaia, chiama in piazza per la "rivoluzione". E noi Meridionali cosa diciamo? Diciamo a Giuseppe Conte, futuro premier, a Di Maio e a Zingaretti che la 
#QuestioneMeridionale è una priorità della programmazione del nuovo governo e, quindi, è giusto ascoltare anche la delegazione del M24A. La crescita, Matteo Renzi, contemplata nella progettualità dei territori delle province meridionali e integrata con quella delle altre province dell'Italia è una esigenza da ottemperare in modo equo e con pari dignità; il ritorno dei giovani nei nostri territori, Beppe Grillo, non sia funzionale solo alla politica perché è imprescindibile per lo sviluppo delle progettualità di territorio. La rivoluzione democratica, Zaia,  non quella invocata, è già in atto non già per aspirare alla guida del governo ma perché sia garantita equità e pari dignità per tutti i territori. PROGETTAZIONE CONDIVISA DEL FUTURO pare di leggere nel post https://www.quotidianodelsud.it/…/governo-servono-laborator. Di seguito degli appunti sulla #QuestioneMeridionale, articolata per regione e per province. Nel caso la Puglia e la Provincia di Foggia, la Mitica Capitanata. Con la formazione del nuovo Governo, sia l’intero Meridione sia le regioni e le province potranno avanzare a giusta ragione istanze di equità e di pari dignità.
Raggiunta l’intesa. La #QuestionePugliese, oggetto di un #ProgettoPolitico collettivo, comune e condiviso, sotteso ad un #Progetto dello #SpazioPuglia. Si parte dal #ProgettoCapitanata, Pro Capitanata / RETE SPAC, buona prassi. La propaganda, l’opportunismo nella grande, bella e ricca Provincia della Capitanata evolvono verso l’essenzialità e l’opportunità.
Erasmo Venosi, prendiamo spunto dal tuo post per fare delle riflessioni e per approfondire tematiche che sono anche #QuestionePugliese. E’ in discussione il modello industriale e quello dell’economia di mercato, conseguente, a partire dalla metà del secolo scorso. In circa mezzo secolo la “potenza distruttiva”, messa in campo dall’uomo, non ha eguali rispetto a quello che avviene nel ciclo naturale delle cose. Oggi, prendiamo atto e coscienza sempre maggiore che tutto il modello industriale si basa su una macchina altamente efficiente che genera ricchezza per pochi, in continua diminuzione,  e grande quantità di entropia per molti, in continuo aumento.  Si è configurato il rischio del cosiddetto effetto serra: surriscaldamento della Terra, ovvero cambiamento climatico radicale con conseguenze devastanti per gli ecosistemi, le specie più vulnerabili, la salute e la vita stessa degli esseri umani. Secondo studi aggiornati, la probabilità che la calotta di ghiaccio dell’Antartico occidentale collassi, pur non essendo grande, è maggiore di zero. Il quesito che ci dobbiamo porre, allora, è se “il modo di produzione capitalistico imperniato sul mercato registri rinnovate tendenze al cambiamento, e in quale direzione.Le tendenze che è dato cogliere nel primo decennio del secolo attuale confermano che, sotto il cruciale profilo dello sviluppo quantitativo e qualitativo della produzione di merci, l’economia di mercato capitalistica costituisce lo strumento più potente per migliorare il futuro. Grazie soprattutto al progresso tecnico, la crescita economica moderna si identifica con la capacità del sistema di incrementare il prodotto ben più rapidamente della pur montante popolazione mondiale (Kuznets 1966). La profezia negativa avanzata da Thomas R. Malthus all’alba del capitalismo, seppure fondata sulla plurisecolare esperienza di un rapporto risorse/popolazione tendenzialmente costante, è stata smentita dai fatti.
RETE SPAC, questo Imprenditore Collettivo su scala provinciale che si sta facendo strada nella grande, bella e ricca Provincia della Capitanata, di fronte ai principali problemi con cui il 21° sec. si dovrà confrontare, la esternalità, iniquità, instabilità, ha intrapreso una strada alternativa sotto il profilo dello sviluppo quantitativo e qualitativo. Uniformandosi al pensiero di Jeremy Rifkin, espresso nel libro “la società a costo marginale zero” sta facendo il “grande salto di paradigma dal capitalismo di mercato al Commons collaborativo”, facendo rete (interessante anche il saggio breve di Elena Como e Francesca Battistoni).


La lettura dell'articolo di Roberto Napolitano riportato alla voce "Il Grande SUD"
Console


Enzo LionettiEnzo Lionetti

Enzo Lionetti

Erasmo VenosiErasmo Venosi

Erasmo Venosi

Maurizio Rizzo StrianoMaurizio Rizzo Striano

Maurizio Rizzo Striano

Michele Eugenio Di CarloMichele Eugenio Di Carlo

Michele Eugenio Di Carlo


REFERENDUM SULLE AUTONOMIE E SULLA SECESSIONE

Lory Orlando Quando un partito politico dispone di potenti strumenti finanziari (senza fare nomi) è quasi fatale che la società dipenda sempre di più da quanti possono garantire risorse e privilegi, Noi non abbiamo un partito politico e quelli che sono neo-nati, sono svaniti ...è la stessa società meridionale che segue "ideali" di partiti che del Sud non gliene frega proprio nulla, i meridionali ormai non credono nella possibilità di un Sud capace di uscire dal proprio stato di minorità e prendere nelle proprie mani il suo destino. Ammiro il tuo entusiasmo ma NESSUNO ci sente, quello che si DEVE fare, ribadisco, una mossa DECISIVA La Sicilia è una regione a Statuto Speciale, gode di particolari forme e condizioni di autonomia, ci vuole un distaccamento NETTO un Referendum di indipendenza come la Catalogna. E vada a fare in c***o governo e compagnia bella, perchè la Sicilia non è MAI stata considerata. E poi,nessuno vuole investire al Sud, èerchè? Colpa della mafia o della burocrazia? Ps* Un mio pensiero, fa parte del mio carattere sono come S.Tommaso e molto diffidente. ;) Buona giornata! ;)        

Mezzogiorno il nostro nuovo new deal

Enzo Lionetti è con Erasmo Venosi e altre 43 persone.

Basta dire #BALLE!!!

Il #POPOLO deve #SAPERE che i "famosi" #FONDIUE ovvero i finanziamenti comunitari dell'#UE spesi dallo #STATO o dati alle #REGIONIper #Investimenti e azioni per ridurre le #disuguaglianze sociali ed economiche, sono stati spesi #TUTTI!!

Solo qualche #PIRLA afferma che le risorse per il #MERIDIONE non sono state spese e allora dobbiamo togliere al #SUD i #soldi per darli al #NORDche sa come spenderli!! CI VOGLIONO FREGARE!!! LADRI PATANI!!!

Allora carissimi guardate qui i dati ufficiali della Camera dei #Deputati per il periodo 2007/2013 che cosa dicono, con le relazioni della RAGIONERIA GENERALE dello #STATO, che certificano la spesa TOTALE dei fondi comunitari e nazionali (perché NOI ci mettiamo il 50%)!!

È questo il risultato grazie all'#Agenzia nazionale per la #Coesione, che opera dal 2013 con #TaskForce di supporto per la #SPESA!!

E sono balle inventate ad arte per dirottare i finanziamenti pubblici ANCHE dell'Unione Europea al Nord, quando noi del Sud abbiamo tempo fino al 2022 per spendere TUTTI I SOLDI!!

RIPETO ABBIAMO TEMPO FINO AL 2022 PER SPENDERE TUTTI I SOLDI CON INVESTIMENTI E LO FAREMO!!!

Sono interventi che ci spettano di #DIRITTO proprio perché lo #STATOITALIANO da sempre ha favorito il Nord rispetto al SUD, generando uno #SCANDALO a livello EUROPEO, come certificato anche dai dati macroeconomici sulla #disoccupazione!!

IL POPOLO DEL GIÀ #REGNODELLEDUESICILIE scende in campo per ribadire il suo ruolo nell'ambito del #PARLAMENTODELLEDUESICILIE, luogo di approfondimento e di elaborazione politica, sociale, culturale ed economica!!

Caro Ministro Barbara Lezzi se vuole collaborazione dai Movimenti Identitari, troverà collaborazione per pungolare le Amministrazioni a velocizzare la SPESA. Un auspicio, non smantelli la struttura dell'Agenzia per la Coesione Territoriale incardinata nella Presidenza del Consiglio!

INSIEME PER IL SUD. HA TUTTO PER RISORGERE, ANCHE il MSPr_SUD
IL SUD HA TUTTO PER RISORGERE ….. ANCHE IL MSPr_SUD
Enzo Lionetti
 è con Erasmo Venosi e altre 67 persone.

Il #Territorio dell'ex #RegnodelleDueSicilie oggi ha materie prime, risorse energetiche, industrie di produzione energia rinnovabile, industria pesante e poca industria meccanica, industria agroalimentare e tessile-abbigliamento-calzaturiero, industria costruzioni, nuove tecnologie, industria del turismo, industria culturale e industria dei servizi professionali.

Quello che manca sono grandi banche e assicurazioni. 
È questo è grave in un'economia avanzata perché banche e assicurazioni investono in aziende private anche con partecipazioni azionarie o comunque concedono grandi linee di credito, oggi tutte concentrate ad industrie del #Nord #Italia.

Lo #Stato investe poco e male in #infrastrutture!! Lo fa molto bene al Nord Italia dove genera un grande flusso di #investimenti che sorreggono tutta l'#economia!

Non dobbiamo fare altro che sviluppare ulteriormente le imprese sane del nostro territorio, nonché creando imprese sane e competitive!

Il costo del lavoro è alto anche rispetto ad altre aree economiche mondiali, nonostante la presenza di incentivi contributivi!

Il #management d'#impresa è un fattore fondamentale che deve potenziato, in collaborazione con le #Università del territorio, per accrescere #innovazione#competitività e #strategie commerciali!

La #Rete d'impresa, come anche #Consorzi per la partecipazione a gare d'appalto nazionali o estere, è un ottimo modello di crescita dell'economia, basato sul rafforzamento delle specializzazioni d'impresa!

Sproniamo i nostri giovani a restare nel nostro territorio, a frequentare le nostre Università, a fondare nuove imprese sane e competitive, per rafforzare il management d'impresa e basare il potenziamento della nostra economia sulle #Risorse #Umane, guidando anche con percorsi di #Orientamento e di #Specializzazione le giovani generazioni al #Riscattoguidati dalla #passione per il nostro territorio!!

Occorre un grande sforzo della Pubblica Amministrazione locale e centrale per agevolare i processi di sviluppo dell'economia con semplificazioni dei processi di #autorizzazioni e con analisi ambientali e sanitarie veloci ma rigorose a tutela del diritto inviolabile dell'Uomo alla #Salute e all'#Ambiente, non ostacolando pretestuosamente iniziative imprenditoriali sane e ambientalmente responsabili!!

Dobbiamo migliorare nella #Distribuzione #Organizzata tutta in mano a imprese del Nord, anche se piccole realtà stanno crescendo nel nostro territorio, ancora però con poca offerta di prodotti del #Sud!!

Potenziamo il sistema della #Comunicazione televisiva e radiofonica privata meridionale che dà risalto alle imprese ed ai prodotti del territorio!! Già oggi Telenorba o Radio KissKiss sono grandi realtà ma occorre ancor più potenziare il sistema integrato della Comunicazione!!

Il Riscatto parte da #NOI che amiamo il nostro il nostro territorio!!

#NoiInsiemeperilSud

Qualcuno parla bene del Sud
Michele Eugenio Di Carlo. PENSO ORMAI AD UN PARTITO PER IL SUD Per il Sud non contro il Nord. Contro la Lega Nord diventata "Leganord", partiti del Nord tutti uniti contro il Sud. Perché dobbiamo metterci nelle condizioni di prendere consensi anche in quel nord (esiste, tra nostri emigrati e non leghisti) che crede che il Sud ha subito una profonda ferita, quella di essere stata trasformata in colonia. A quelli come me non tocca capeggiare movimenti politici (chi mi legge sa a cosa mi riferisco), ma, appunto, far conoscere la nostra vera storia non solo ai meridionali, ma anche a chi abita e vive al nord.

Michele Eugenio Di Carlo

Appena qualcuno parla bene del Sud ( Eva Robleh) e delle sue speranze c'è sempre qualcuno del sud che prova a parlare male di tutti noi con una superficialità e una scarsa conoscenza che allarma perché frutto di una condizione culturale coloniale di minorità. 
Sono riusciti ad inculcarci - e ci sono riusciti perfettamente -, dalla conquista militare e coloniale in poi, un senso di minorità utile alla sopraffazione economica. 
Ed è inutile scrivere mille articoli e qualche libro cercando di spiegare che precise politiche governative sin dal 1861 hanno deciso le sorti economiche, sociali e , persino, culturali della gente del sud, costretta alla miseria, allo sfruttamento e all'emigrazione. 
Prima di parlare male di noi stessi che - è vero - abbiamo pure mille difetti, leggetevi perlomeno gli ultimi studi su come l'informazione ha descritto il Sud negli ultimi 35 anni lasciandoci la percezione falsa che siamo i "cattivi" (La cattiva Italia di Valentina Cremonesini e Stefano Cristante, docenti di sociologia dei processi comunicativi).

Discussione sulla Pagina Concept di Progetto

Ing. Michele LauriolaErasmo Venosi, la preoccupazione di David Petraeus è stata la mia preoccupazione. Oggi dopo aver letto l'articolo prendo atto che la progettualità Pro Capitanata, RETE SPAC ha una visione prospettica corretta.

2 months ago

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